Slow Wine Guida dei vini 2016

Storie  di vita, vigne, vini in Italia

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La degustazione di Slow Wine 2016 era stata annunciata dagli organizzatori come la più grande e la più bella degustazione di Slow Wine. Io lo dico, è la prima volta che vengo alla degustazione e alla presentazione della guida Slow Wine, anche se ne ho comprate 4 su 6 e dopo averla fatta, lo rimarco, è stata una grande giornata, una grande degustazione, una bella presentazione, nella presentazione sarebbe stato bello fare mille domande ai curatori, ai relatori, in particolare a Carlo Petrini, che Dio gli dia vita ancora per tanti anni. I numeri della guida: 1917 cantine, 23-000 vini degustati, 1088 pagine, 188 chiocciole  alle cantine che interpretano al meglio i valori in sintonia con Slow Food, 174 bottiglie ai produttori che sanno esprimere un’ottima qualità complessiva della loro produzione, 132 monete per le cantine che garantiscono un buon rapporto qualità prezzo per le bottiglie descritte in guida, 252 vini Slow, vini che oltre all’ottima qualità, riescono a condensare nel bicchiere caratteri legati al territorio, alla storia e all’ambiente, 156 grandi vini, eccellenti sotto il profilo organolettico, 246 vini quotidiani, le migliori bottiglie a non più di 10 euro in enoteca. Alla degustazione, tra produttori presenti dietro ai loro banchi e aziende che avevano il loro vino in degustazione, erano rappresentate 603 cantine, per complessivi 1018 vini.

E’ stata una giornata bellissima, la classica giornata da “ottobrata”, il sole, la temperatura perfetta e non ultimo un posto bellissimo, le terme di Montecatini. Finita la presentazione è stato bello posarsi al sole per mangiare un panino e prendere informazioni sul posizionamento dei banchi di assaggio. Lo sguardo spazia a scoprire tutte le bellezze di questo posto stupendo. Alle 15,00 ha avuto inizio la degustazione vera e propria. Non c’era tanta gente, era tutto perfetto per degustare e parlare con i produttori. Spumanti, bianchi, rossi e vini dolci ce ne è per tutti. Io come al solito inizio a modo mio, l’inizio è in Basilicata, la presenza di due produttrici i cui vini mi piacciono assai mi fa fermare a salutarle e a degustare le loro bottiglie. Grifalco della Lucania (una delle tre mie aziende dell’anno 2015) e Musto Carmelitano per iniziare. Poi penso: ho iniziato con i rossi, ho scrutato in Piemonte tante aziende importanti che producono ottimi vini, quindi si va lì, nomino quelli che più mi hanno colpito:

Albino Rocca – Barbaresco Ovello Vigna Loreto 2012, degustato e ridegustato in diverse occasioni mi piace sempre e da sempre è tra i miei Barbareschi preferiti. Elio Altare – un buonissimo Langhe Larigi 2013, davvero un’ ottima Barbera. Piero Busso – Barbaresco Gallina 2011, sorprendente per la sua prontezza di beva. Ca’ Viola – Barolo Sottocastello di Novello 2010, lo avevo sentito poco tempo fa a Roma, qui la conferma che questo Barolo lo berrei da subito … poi chissà. I due Ginestra dei Conterno: Conterno Fantino – Sorì Ginestra 2011 e Diego Conterno – Barolo Ginestra 2011, oggi quale dei due? Per un pizzico mi piace di più il Conterno Diego. Giacomo Fenocchio: dico prima che è un vino fantastico, lui è il Barolo Bussia 2011. Un piacere conoscere il fratello di Francesca Vajra … i suoi vini, sempre, per il modo di come vengono prodotti. Una gioia, un sorriso, la piacevolezza dell’amicizia con Sergio Germano e di sua moglie, una gioia, un sorriso la bontà di un vino stupendo: Ettore Germano – Barolo Lazzarito Riserva 2009. Rizzi – Barbaresco 2011 e la conferma di Roma, qui un altro Barbaresco e lo stesso buono. Cascina Iuli e i suoi tre vini, azienda che diventerà azienda dell’anno per il nord del Gourmet Errante. Il Piemonte non è solo vino rosso, è anche vini bianchi che mi piacciono, ed ecco quindi: San Fereolo di Nicoletta Bocca, Il Montino Timorasso – La Colombera di Elisa Semino, il Pitasso Timorasso di Claudio Mariotto, il magnum del Montecitorio di Walter Massa, che lui offre passeggiando. Il Gavi Riserva 2013 dell’azienda biodinamica La Raia. Per finire il Piemonte non può mancare un saluto a due splendide donne ed eccomi da Carussin Bruna e Nadia Verrua, i loro vini, le loro aziende sono lavorate con il cuore e con il cuore bevo i loro vini.

Se oggi ho ritrovato un’amica sarda, la Sardegna non può mancare e non mancano due scoperte, i vini bianchi dell’azienda Depperu e i vini rossi dell’azienda Orgosa, lui un simpatico personaggio. Giovanni Montisci sta lì e il suo rosato non lo avevo mai sentito (non male davvero, per quanto mi possa piacere un rosato), scattano le foto, e se nel mentre arriva Antonio Cascarano, arrivano le risate grasse e belle. Momenti che ci vogliono in una degustazione così fantastica. A correre degustando e salutare, Claudio Cipressi (il Molise cresce e Cipressi cresce con lui). Marche: Velenosi, Umani Ronchi, Pievalta, non può mancare un abbraccio carissimo a Silvia Foschi, a breve diventerà mamma, auguri. Umbria: Palazzone tre vini bianche stupendi, Terre Vineate 2014, Campo del Guardiano 2013 e il nuovo e intrigante Musco. Un saluto a Damiano Ciolli e Andrea Occhipinti a rappresentare il Lazio, bello sentire Damiano che mi racconta che non ha avuto un minuto di pausa (EWWIWA IL CESANESE). Un po’ di Veneto con Vignalta, Pieropan, non solo i loro grandi bianchi, oggi anche un ottimo Amarone della Valpolicella 2011, Monte dall’Ora, adoro i loro vini e per questo dopo che questa azienda è stata mia azienda dell’anno per il 2014, il loro Stropa 2007 diventerà uno dei tre rossi dell’anno per il 2015. Friuli per finire, vado a conoscere il giovane Raccaro, con amore e gioia gli dico di aver ritrovato il mio buonissimo Friulano Vigna del Rolat 2014, quanto ne ho bevuto di questo vino, Gravner, Edy Keber, Borgo San Daniele, Vignai da Duline, Ronco del Gnemiz, Ronco Severo, Le Due Terre. Ma non avevi finito, le produttrice campane sono lì un saluto è doveroso, e il Fiano è uno dei vini bianchi che preferisco quindi a me: Colli di Lapio, Pietracupa, Tenuta Sarno1860 e non Fiano il Grecomusc’ 2013 di Contrade di Taurasi, Lonardo il nome di questa cantina per me. In un attimo però si può fermare il mondo e finire con questo vino, fischiettando felice, dicendoti: Wuaoooo che vino meraviglioso, lui è il Clos d’Haut 2013 di Villa Diamante (94 è l’unico punteggio che ho voluto mettere oggi) il punteggio che ripeterò alla fine dell’anno decretandolo come uno dei tre miei bianchi dell’anno 2015.

La Toscana? Basta dai, la Toscana la sentirai a breve e tante volte ancora, un saluto solo, ne è valsa davvero la pena venirci, salutare persone care e finalmente trovare tutti e quattro i ragazzi dell’azienda Ottomani, azienda che seguo da tantissimo, azienda che mi da gioia, perché davvero quando l’ho scoperta io non la conosceva nessuno. Qualche foto e vedere che qui nei banchi della Toscana la gente era davvero tanta. Adesso via di corsa, ancora uno sguardo in notturna a questo stupendo posto e via che casa è lontana. Vado via con la guida tra le mani, guida che sto leggendo e riempiendo di appunti. Guida che mi piace … guida in cui purtroppo leggo e vedo ancora tanta chimica. Non voglio chiudere con una polemica, voglio chiudere con la consapevolezza di aver partecipato alla più grande degustazione dello Slow Wine, ma siccome ne faccio tante, chiudo con la consapevolezza di aver partecipato a una delle degustazioni più belle della mia vita.